Nov 07

ADROC: Archivio Digitale del Romanzo Contemporaneo

ADROC, Archivio Digitale del Romanzo Contemporaneo, nasce in seno all’esperienza di ricerca e di studio della Cattedra di Letteratura Italiana Contemporanea, e in particolare in seno all’attività decennale dell’Osservatorio sul romanzo italiano contemporaneo con Lo specchio di carta. L’Archivio Digitale del Romanzo Contemporaneo vuole essere uno spazio di riflessione pluridisciplinare, in cui interpretazione letteraria e ricostruzione filologica sono solo apparentemente due aspetti della ricerca umanistica, ma in realtà un unico spazio condiviso e democratico per la comprensione dei testi e del loro dialogo con la contemporaneità.

L’intersezione fra metodologie di analisi e di ricostruzione testuale, si arricchisce in ADROC, con l’apporto degli strumenti delle digital humanities. Tale progetto è maturato dalla riflessione che per studiare le opere letterarie prodotte almeno dagli anni Novanta del ‘900, è necessario prendere in considerazione i nuovi strumenti e i nuovi modi di produzione del testo letterario che, con l’uso dei word processor, pongono all’attenzione dell’umanista una diversa qualità del testo. Accanto al testo cartaceo l’opera letteraria vive infatti anche in un tempo e uno spazio nuovi, perché è divenuto indispensabile per l’umanista associare al testo cartaceo la preesistenza di un testo digitale.

ADROC, dunque, si pone l’obiettivo, da un lato, di raccogliere e archiviare materiali preparatori (avantesti cartacei e digitali) dei romanzi italiani contemporanei, dall’altro, di cominciare a misurarsi, per la ricostruzione genetica e interpretativa del testo letterario, non solo con una pluralità di testimoni ma anche, e soprattutto, con la pluralità di mezzi e di supporti, con la pluralità dei tempi e degli spazi scrittori.

Una prima domanda fondamentale da cui si parte, nel caso di opere prodotte anche con il supporto di sistemi informatici, è se lo studio interpretativo e filologico deve in qualche modo ricostituirsi epistemologicamente; se è necessario ripensare i processi canonici della filologia d’autore e costruire nuove categorie di interpretazione.

Il testo o ipotesto prodotto elettronicamente pone all’attenzione dello studioso un problema di archiviazione, di classificazione e di definizione di strato-varianza testuale. Diviene, infatti, di primaria importanza stabilire in che modo trattare, nella costituzione del testo o nella sua rappresentazione genetica, i diversi temporany files. La base per lo studio di quella che potremmo definire “filologia dei files” è sicuramente la filologia d’autore; solo che al posto di “scartafacci” e note di scrittore si avranno testi digitati su memorie elettroniche.

Uno dei problemi base da affrontare nella strutturazione di un testo critico derivante da un percorso digitato o di byte è la definizione del materiale da prendere in considerazione. Da questo prima fase indispensabile poi si procederà alla sua classificazione, e, ancora, alla sua memorizzazione, alla sua riproducibilità, alla sua trasportabilità e alla sua presentazione. La digitazione del testo su un word processor consente agli studiosi di recuperare una mole impressionante di file-bozza o temporanei, che si generano automaticamente per il salvataggio della macchina, e di file, che definiamo autoriali, derivanti invece dal processo consapevole di salvataggio con la sua nominazione. Esistono software più o meno complessi che offrono la possibilità di acquisire i file presenti in memoria latente e che possono permettere allo studioso di avere di fronte ogni piccola varianza rispetto al testo licenziato dall’autore. Tuttavia sarà ancora problematico definire e discernere la modalità di classificazione tra i file salvati dalla macchina e quelli salvati dall’autore, perché le due diverse tipologie presentano diverse modalità di testo e diversi loca variantia.

Gestire una simile abbondanza di informazioni sarà una prima sfida metodologica per un nuovo approccio filologico e interpretativo dei testi prodotti sia con supporti scrittori misti, sia con supporti interamente elettronici.

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