Giu 20

Coppie antinomiche in “Rubè”

(di ALESSIA D’ANNIBALE)
Il tema della guerra, che fa da sfondo a tutta l’opera, fin dalle prime pagine mette in rilievo la diversità di idee tra Filippo Rubè, protagonista, e Federico, un tempo suo migliore amico.
Sembra quindi che si insaturi fin da subito un’antinomia tra questi due personaggi; in realtà le loro personalità si intersecheranno per tutto il resto del libro. Inizialmente Federico appare come il personaggio positivo per eccellenza, invece Rubè fin dalle prime pagine viene descritto come un “malato della vita”, stanco e afflitto.
Contemporaneamente alla descrizione del diverbio e quindi alla rottura tra i due amici vengono presentate due donne che saranno due figure importanti per loro; Mary Colelli è molto desiderata da Rubè, ma “la fama l’assegnava a Federico”, dunque anche questo ci indica la riuscita di Federico e la “sconfitta” di Filippo; quest’ultimo, però, è consapevole della sua cattiva stella:
Sarebbe assurdo […] ch’io avessi d’un colpo solo amore e fortuna. Tutto quello che ho avuto l’ho strappato coi denti a brano a brano. E non sono fatti della mia stoffa quelli che vincono i terni a lotto.
Ma, mentre tutto sembra aggirarsi attorno a questi tre personaggi, si aggiunge Eugenia Berti, donna paurosa, descritta quasi sempre come una bambina con il volto pallido e sciupato; inizialmente sembra che Eugenia abbia molto in comune con Federico: come l’uno è spesso affiancato dalla presenza della madre, così Eugenia vive con il padre; non è un caso, infatti, che i due si siano scambiati delle confidenze e che lei lo abbia anche amato:
Essa vedeva spesso Federico Monti, con cui non aveva mai parlato d’amore. E nemmeno a se stessa confessava apertamente la certezza d’amarlo e la speranza d’esserne amata.
Sia Filippo che Eugenia vedono svanire davanti ai loro occhi ogni possibilità di unirsi con la persona amata e in questo momento del romanzo appaiono simili, in quanto Filippo si vede soppiantato da Federico e Eugenia da Mary:
Senza torcere gli occhi né mutare contegno Eugenia vide a poco a poco subentrare al suo posto Mary Colelli:
Da questo momento in poi assistiamo all’avvicinamento dei due “sfortunati”, che riescono a confessarsi le proprie paure vicendevolmente, ed è proprio da queste prime confidenze che nasce in Rubè un’attenzione particolare nei confronti di Eugenia, in quanto unica detentrice del suo segreto. Ma il “fantasma” di Federico si proietta anche su questa donna: Filippo pensa che Eugenia sia stata già posseduta dall’amico: “Federico che forse l’aveva avuta, che certo l’aveva baciata sulla bocca.”
Non vi è dunque dubbio che l’avvicinamento tra il protagonista ed Eugenia avvenga solo perché accomunati da uno stesso destino e non è un caso che entrambi vengano spesso definiti con l’aggettivo “malato”. La sensazione che la coppia Eugenia-Filippo si contrapponga a quella Mary- Federico viene confermata dalle riflessioni di Rubè dopo l’annuncio del fidanzamento ufficiale:
Si, sapeva del fidanzamento formale di Federico con Mary. Avevano fatto bene. Anche Federico era un ricco di forze e gioia […] C’è qualcosa che conta di più del denaro , ed è quell’impulso […] a considerare la vita come una cosa magnifica e strana . Per questo lato Federico e Mary si somigliavano come fratelli.
Ma già nella seconda parte del romanzo entrano in crisi entrambe le coppie: Eugenia diviene infermiera a Udine ed è lontana da Filippo, anch’esso impegnato per la guerra; da parte della donna troviamo un coinvolgimento verso Filippo e anche una grande comprensione, tanto che tramite le sue lettere riesce a dargli dei consigli. Filippo, invece, pensa proprio di non amarla, perché non ricorda il suo volto: “Ci Siamo […] Non l’amo. Se l’amassi, mi ricorderei come è fatta.”
L’altra coppia, invece, dopo il matrimonio, cerca di trovare un equilibro nella convivenza quotidiana; ma, malgrado la graziosa sistemazione alla Rustica, alla prima divergenza, incontrano delle difficoltà, in quanto Federico decide di partire per Bologna e non vuole che la moglie lo segua, Mary, così, decide di partire per Udine e fare l’infermiera vicino ad Eugenia; il marito non condivide questa decisione, così come gliela aveva sconsigliata Filippo in una conversazione, ma, malgrado ciò, i due prendono strade diverse.
In questo momento troviamo uno scambio di destini ma anche uno scambio di “coppia”, in quanto le due donne sembrano aver preso la giusta decisione, malgrado i loro uomini siano contrari, poiché con il loro lavoro riescono a non correre alcun pericolo. I due uomini invece ritornano entrambi dalle loro donne: Filippo ferito durante una sparatoria, e Federico con una gamba mozzata perché in cancrena. Dunque troviamo una maggiore somiglianza tra Filippo e Federico; quest’ultimo, infatti, comincia a mostrare i primi segni di una vita fallimentare esattamente come Rubè, invece le due donne, avendo seguito il loro volere, ne escono vincenti.
Dopo queste molteplici vicende si avvicinano ancora una volta Filippo e Eugenia, infatti, i due trascorrono le giornate facendo delle gite; ma, malgrado questa momentanea intesa, Filippo non si sente innamorato della donna: “Io non sono mai stato innamorato morto di nessuno.”
Il legame tra Mary e Federico viene risanato grazie alla nascita di una bambina di nome Giulia, chiamata poi Gioia.
Filippo viene ulteriormente allontanato da Eugenia a causa del suo incontro con Celestina Lambert, donna focosa e passionale, “una sposa perfetta” che lui ama chiamare Innocenza o Felicità. Il loro legame si rafforza grazie a delle lezioni di canto che la donna vuole impartirgli.
Il distacco da Celestina per tornare da Eugenia lo aveva rattristito, tanto che quest’ultima gli appare “consanguinea ed estranea come una sorella. Perfino invecchiata, gli parve.” E dopo qualche pagina aggiunge:
e contro Eugenia non aveva nulla da dire perché era un angelo davvero, ma un angelo della morte, lugubre, noiosa, insopportabile, noiosa, lugubre.
Dopo non molto, infatti, ritorna a Parigi e riesce ad aprirsi con Celestina: “Voleva scenderle fino a narrarle ciò che non aveva confessato ad altri che ad Eugenia.”
Malgrado questo “divino incontro”, Filippo decide di sposare Eugenia, ma anche quest’ultima è convinta che il matrimonio avvenga solo per un sentimento lieve: “Oh, papà – rispondeva Eugenia – nemmeno io sono gaia come un fringuello.”
Dopo il matrimonio, infatti, i sentimenti non cambiano e quindi il candore e la bellezza di Eugenia servono a Rubè solo per sembrare più ricco in società e neanche la notizia dell’arrivo di un figlio sembra sanare la loro unione. Infatti lui, non appena riceve la notizia le risponde : “Impossibile!sarà stato lo Spirito Santo.” E lei risponde con “Assassino!”, insulto che il nostro protagonista si vedrà fare anche in seguito da Celestina.
Il pericolo della rottura con Eugenia sembra sopraggiungere quando Filippo si reca a Isola Bella, diventando amante di Celestina; infatti ogni pomeriggio giungono in un lago per fare della armoniose gite, ma il momento in cui Filippo vede minacciato il suo “paradiso” la porta in barca, e lì avviene la tragedia: Celestina muore affogata o meglio “naufragata” (termine più volte ripetuto proprio per preannunciare questo avvenimento).
Dunque il naufragio di questo amore evidenzia il naufragio della “Felicità” per Rubè ( modo in cui egli soleva chiamarla) e il naufragio della “Gioia” di Federico e Mary, in quanto la loro bambina (soprannominata proprio Gioia) muore a causa di un’infezione intestinale.
Ma il romanzo non poteva non chiudersi con il naufragio di quell’amore mai nato tra Eugenia e Filippo. Quest’ultimo infatti muore lasciando la sua sposa con un figlio in grembo.
Il naufragio come metafora di un amore impossibile lo ritroviamo già in un noto romanzo della letteratura tedesca: Le affinità elettive di Goethe, e ciò non è un caso, in quanto anche in questo romanzo il frutto di un amore, ovvero quello di Edoardo e Carlotta, affoga nel lago, proprio perché quest’ultima si lascia sfuggire il remo, esattamente come Filippo con Celestina. Ma anche la morte di Ottilia ed Edoardo, seppelliti insieme, sancisce la fine di questo amore impossibile basato sulla contrapposizione tra coppie antinomiche; l’unica differenza è che nelle Affinità elettive di Goethe, Carlotta cerca di modificare lo stato naturale delle cose (espresso simbolicamente con il cambiamento del percorso del fiume) mentre in Rubè tutti i personaggi sono abbandonati al flusso del destino, segnato dalla loro inettitudine, caratteristica che li accomuna tutti.
DINAMICA DELLE COPPIE:
CAPITOLI I-II: Filippo ↔ Federico
CAPITOLI: III-VI Filippo- Eugenia ↔ Federico- Mary
CAPITOLI:VII-IX Eugenia-Mary ↔ Federico- Filippo
CAPITOLI: IX-X Eugenia-Filippo ↔ Mary-Federico
CAPITOLI: X-XVIII Filippo-Celestina( Felicità) ↔ Federico-Mary→ Giulia (Gioia)
CAPITOLI: XVIII-XXIV Morte di celestina(fine della Felicità per Filippo)↔ Morte di Giulia (fine della Gioia per Mary e Federico)
CAPITOLO: XXIV Morte di Filippo
CAPITOLO: XXIV Eugenia-bambino di Filippo↔Mary-Federico

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