Lug 13

Montesano e Petronio: stile e lingua

La scrittura esasperata, di cui Montesano si serve per parlare di Napoli come di un ‘luogo estremo’, è il riflesso di un procedimento stilistico e linguistico che provoca “un cortocircuito tra riso e pianto”. La funzione del dialetto è legata a questa strategia espressiva che mira a fare uscire espressionisticamente ciò che è viscerale.

Non a caso la vicinanza a Petronio denota un riguardo particolare per quel contatto tra l’ “alto” e il “basso”, tra il “comico” e il “tragico” che nel Satyricon è perfettamente palesato. Il dialetto dello scrittore napoletano è l’apice di una sperimentazione linguistica che comporta la scelta del registro basso dove sono presenti vibrazioni di grande sapore letterario, per porsi questioni capitali del vivere. Nella Cena Trimalchionis lo stile di Petronio è in assoluta aderenza con la lubrica materia che tratta, con toni mescolati dal buffo al patetico, come è richiesto dagli scopi della caricatura. Espressioni solenni si fondono con la più bassa trivialità.

Ma, mentre Montesano si cala nel reale della sua materia narrativa, Petronio, elegantiae arbiter, assume un atteggiamento di distacco, di superiore disprezzo che lo tiene lontano dalle oscenità e dalle turpitudini che descrive, evitando di compromettersi con il genere di società che dipinge. Il banchetto petroniano si avvicina molto alla moderna rappresentazione realistica che nell’ambiente contemporaneo di Montesano fa parlare alle persone il gergo, la lingua viscerale.

La presentazione dei fatti nel Satyricon è interamente soggettiva; Trimalcione e i suoi convitati non si conoscono come realtà oggettiva ma come un’immagine quale esiste nello spirito del narratore. Petronio introduce un “io”, quello di Encolpio, che dirige lo sguardo sui convitati creando un doppio gioco tra il suo personaggio e l’ottica dell’autore e del lettore. Il barocchismo dei due autori si esplicita anche nello spreco di cibo che diventa il simbolo della voracità del potere che affoga nella sua stessa materialità.

Montesano ha sentito vicino il realismo critico disincantato dell’autore latino, il suo rovesciamento dei valori e la sua immediatezza rappresentativa. La modernità di Petronio anticipa l’opera di Montesano, che può essere definita “un Satyricon dei nostri tempi” dove impera il trionfo del grottesco mediato dall’ironia che ridimensiona la stessa scrittura.

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