Lug 12

Incontri in pieno giorno (Dall’antologia Scrittori d’Europa 2007)

Sono qui, seduto al tavolino di un bar a pochi passi dal mare, immerso in pensieri che sgusciano via appena credo di averli afferrati. Qui il rumore del traffico di Mergellina arriva attutito, e si confonde con l’ansimare del mare. Viene buio in fretta, a inizio autunno, e niente è più malinconico del grigiore di certe giornate di pioggia nelle città di mare. Sto per chiedere il conto e alzarmi, quando una conversazione alle mie spalle mi blocca sulla sedia.
“E come faccio a spiegarti cosa volevo dire, Sancio? Si spiega solo quello che si conosce.”
“Ma come! Il libro lo hai scritto tu, e ora te ne esci così? Miguel, tu mi devi spiegare: io ho diritto a sapere, non ti pare?”
La voce dell’uomo che chiede spiegazioni a “Miguel” ha un forte accento dialettale, ed è come se la conoscessi da sempre. Sto sognando? Oppure ho bevuto troppi aperitivi?
“Sancio, ma ti ho detto la verità! Io volevo raccontare le avventure di Don Chisciotte e le tue, e basta. Non c’è niente da spiegare.”
La voce che parla ora è tranquilla, forse appena un po’ ironica. Resisto alla tentazione di voltarmi per guardare, ma la voce dialettale ha già aggredito l’interlocutore.
“Ancora? Ma questo lo so, Miguel! E il mistero? E’ il segreto, Miguel, il segreto del tuo libro?”
“Non ci sono segreti, Sancio. Tutto quello che vedi è come lo vedi: così stanno le cose.”
“No, Miguel, le cose sono diverse. Uno apre la porta del Don Chisciotte, entra ed è perduto. Perché? Perché può pensare e credere tutto quello che gli pare, Miguel. Sembra che tu detesti i ricchi, che ti fai gioco del potere: e poi, eccoti là, pronto a farti gioco anche dei poveri! L’hidalgo che insegue il fantasma di un mondo migliore, che crede nella nobiltà della giustizia e nell’indistruttibilità dell’amore è pazzo? Bene, diciamo noi lettori gonzi: ho capito! E invece no, per niente. Perché quando tu mi fai parlare, e a proposito: non ti ho ancora perdonato per avermi copiato la mia vita, e soprattutto per aver trasformato me, Saverio Aiello ’e coppa ’e Quartieri, uno capace assai, in un idiota come Sancio Panza! E io che quando sei venuto a Napoli ti ho pure fatto girare i vicoli sopra e sotto, e ti ho portato dove non va nessuno: è questa la riconoscenza degli scrittori, Miguel? E insomma, quando mi fai parlare come Sancio, tu mi fai dire cose sensate, concrete, realistiche, sagge! E noi lettori diciamo: bene, ora ho capito sul serio! E invece no…”
“Scusa, Sancio, ma tu mi sbalordisci! Ti ho lasciato analfabeta, e ti ritrovo lettore attento…”
“Ho imparato a leggere cavandomi gli occhi sulla mia vita, quella che tu hai falsificato, Miguel, e mi sono evoluto: ora faccio il critico letterario, scrivo sui giornali e insegno pure all’università…”

E’ possibile leggere la versione integrale del racconto Incontri in pieno giorno di Giuseppe Montesano nell’antologia Scrittori d’Europa 2007 (Bonanno Editore, Acireale-Roma 2007).

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