Lug 12

La stella bianca

Il capitolo, che conclude la prima parte del romanzo, intitolata “la linea del fuoco”, è incentrato sulla polarità realtà-sogno. Si ha un’opposizione fondamentale tra una realtà cruda e il sogno di Vita e Diamante. La prima è riscontrabile nella parte iniziale dove la scrittrice riporta notizie di cronaca nera del “New York Times” ed usa, quindi, un registro di tipo cronachistico.
Si tratta di una realtà fortemente disagiata, caratterizzata dalla Mano Nera e da una povertà che non permette ai due protagonisti di vivere la giovinezza.

A questa realtà si oppone il sogno di Vita e Diamante di vivere insieme e di cercare la felicità. E’una speranza che si incarna in maniera emblematica nella stella bianca, in quel bagliore improvviso che fa dimenticare per un attimo a Vita la durezza della realtà. Vita è una ragazzina di appena dodici anni, ma da quando Lena è morta, si occupa di tutte le faccende domestiche:

Adesso in casa la donna è Vita, fa tutto lei. Cucinare, lavare, stirare, spazzare, comporre rose.La sera muore di sonno, di stanchezza e di mal di schiena, e non gliene importa niente di essere la padrona di casa. Certe volte pensa che non vuole nemmeno compiere tredici anni (pag.163).

Anche l’esistenza di Diamante è “soffocata di ordini e di doveri”(pag. 170). Vita è più istintiva rispetto a Diamante; non a caso egli crede che quel bagliore provenga da un dirigibile, Vita, invece, pensa subito ad una cometa.
Tutto ciò è reso dalla scrittrice con uno stile asciutto, un periodare semplice ed un uso prevalente della paratassi.

Si ha, inoltre, quel linguaggio diretto, icastico, perfettamente aderente alla realtà che caratterizza l’intero romanzo ed un’attenzione costante per le cose concrete come dimostra l’elenco di oggetti: i padiglioni del Luna Park, la musica, le baracche dei venditori, l’odore di fritto. Vi è un’attenzione anche per i particolari più crudi; infatti Rocco dice:

La cosa più importante è rigirare la lama nelle budella. Non affondarla e basta. Quando la infili fino al manico, devi tirare verso l’alto. In quel modo la ferita non si rimargina. (pag.161)

Un altro tema del capitolo, ma anche di tutto il romanzo, è il sogno americano, le speranze di vita migliore dei protagonisti. Diamante, infatti, vuole vivere per sempre con Vita proprio in America perché sente che il suo futuro è l’America.

Come tanti altri emigranti realmente esistiti, sente che con il duro lavoro riuscirà a farcela e a garantire un futuro migliore per sé e per i figli. Ha tante speranze e tanta voglia di fare. Sarebbe potuto facilmente diventare un criminale al servizio della Mano Nera e,invece, sceglie di lavorare per realizzare il suo sogno.

La scrittrice tratta il tema dell’emigrazione degli italiani agli inizi del Novecento attingendo alla storia della sua famiglia. Racconta, quindi, una storia vera contaminandola con elementi inventati. Non si limita a fare una ricostruzione cronachistica perché si ha un romanzo complesso, dal respiro epico.

Infatti, accanto alle descrizioni più dettagliate si riscontrano i sentimenti dei personaggi; la fuga momentanea di due ragazzini è vista come qualcosa di eccezionale, di fuori dal tempo; la stella bianca si carica di tanti significati ed esprime le speranze e i sogni di Vita.

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