Lug 12

Il figlio della donna albero

Questo capitolo è al contempo l’anello di congiunzione fra la storia narrata e la vicenda personale della scrittrice; è il punto cruciale di tutto il libro, perché qui si svela l’identità, il ruolo di Dy (tanto incomprensibile prima); l’epilogo – perché porta bruscamente alla fine della storia di Vita e Diamante – ed è la parte che rende estremamente umana, cruda ed insieme veritiera ma anche triste, la figura di Diamante, di ciò che diventò.

Dy sta cercando un “uomo misterioso, una fantasma ricorrente nelle chiacchere dei genitori” (pag.206)”una figura reale e insieme favolosa” (pag. 206)”Un eroe seducente e invincibile, un viaggiatore – un dio”( pag.208)”come il dio Lhepsch”. Ed è questa l’importanza della favola carcassa che apre questo capitolo, che cerca quasi di spiegare la storia dei protagonisti del libro. Diamante è il Lhepsch che ha abbandonato la sua Donna albero e Dy potrebbe essere suo figlio, e come il figlio della favola lo sta cercando, e forse vuole trovare anche se stesso, le sue radici.

Non ricordava nemmeno da quanto tempo lo stesse cercando. Da quando era sbarcato. O da prima ancora. (pag. 206)

Non voleva e non doveva partire senza averlo trovato. Sarebbe stato tutto inutile. (pag. 206)

Ma quel ragazzino che fece cose incredibili avendo “il coraggio di mettersi contro i briganti della Mano Nera” (pag. 214), di “rubare le scarpe a un morto” (pag. 214) ed attraversare l’America senza un dollaro in tasca ed anche andare in guerra volontario non esisteva più. Quel “piccolo italiano coi baffi spruzzati di grigio ed un paio di formidabili occhi celesti” (pag. 213) con cui aveva palato alla Cassa Nazionale degli Infortuni era solo un usciere, l’usciere da ventisei anni. L’eroe dei racconti di sua madre non era quell’uomo. Quello che desiderava fosse suo padre era “morto” partendo dall’America.

La scrittura è molto fluida, tanto da riuscire a rendere omogeneo tutto lo scritto; si passa senza difficoltà dal discorso diretto alla voce narrante, dalla terza persona alla prima. Questo capitolo è l’esatta sintesi, l’unione, fra la storia e la vicenda che narra la scrittrice, puntigliosità di particolari estremamente veritieri e che sentiamo particolarmente vicini, vicini nel tempo, vicini nel cuore. Siamo lì con Dy, viviamo le sue angosce, i suoi sentimenti.

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