Lug 11

L’immaginario di Pietro

Come riuscire a fuggire da un caos familiare, da una crisi esasperante che si presenta insanabile?

Pietro Baldi, protagonista di Aiutami tu di Paolo Di Stefano, tredicenne che si sente addosso 50 anni di vita, riesce a trovare nella scrittura epistolare rivolta a un destinatario sfuggente, un motivo di autochiarimento, di sfogo, di liberazione. L’input alla scrittura è dato da un bisogno di raccontare, di squadernare misteri, di dare una spiegazione univoca e definita all’intrigo che lo avvolge, facendo ricorso anche a una fantasia fervida e acuta che stradisce la voglia di evocare desideri ed esorcizzare paure.

Pietro crea infatti intorno a sè un mondo immaginario, denso di figure, oggetti, silenzi, in cui giocano un ruolo determinante la sue sensazioni adolescenziali, gli echi pubblicitari e massmediali che incombono sulla società odierna e in particolar modo sulla psche da tredicenne.

Ma è la sua esperienza familiare, il decadimento di due figure quali quella paterna e quella materna, a determinare la sfumature più dure del suo mondo immaginario. Tutto ciò spinge Pietro a chiedere continuamente aiuto, soprattutto quando dai lunghi silenzi percepisce l’arrivo di un nuovo evento destabilizzante:

Alla televisione stavano leggeno le notizie sportive, ma c’era un silenzio terribile. E in silenzio ho sentito un brivido, ho capito che stavolta non abbiamo scampo. Aiutami! Aiutami tu! aiutamitù!!! (p.141)

Di Stefano infatti costruisce il suo personaggio pensando ad un adolescente dotato e capace che dinanzi all’incertezza e alla paura riesce a trovare proprio in questo suo immaginario forte e, per certi versi, ossimorico un sollievo dall’ossessionante vita quotidiana.

Ma in alcuni momento è la debolezza, di un ragazzo appena adolescente, ad aver il sopravvento, tanto da frenare la sua stessa fantasia:

Cara M., quando le cose diventano gravi perdo la voglia di scherzare e mi passa anche la fantasia, ma questo già lo sai. (p.112)

Pietro si costruisce, da un lato, un immaginario che potremmo definire tipicamente adolescenziale, pieno di animosità, di malizia e spregiudicatezza che lo porta verso pensieri e figure anche erotiche; le due figure femminili, quali la cara Marianna, destinataria delle lettere e la stessa Blerina, compagna di banco, vengono ricordate per le loro fattezze fisiche ma anche appellate proprio in riferimento a queste ultime.

In questo continuo intrecciarsi di richiami diversi Marianna diviene la “La Cara Panna Montata”, “La Cara Punta della della Lingua”, ma anche “Cara Responsabile del mio Stato D’animo”, “Caro Rimedio”, “Cara Consolazione”, sempre e solo destinataria muta e aleatoria. Blerina invece è il sogno erotico che Pietro riesce a realizzare; sogno che diventa realtà proprio in quello sfiorarsi malizioso durante le lezioni, in quelle attese e trepidazioni che sembrano restituire al nostro protagonista un pò della sua vera età.

Dall’altro lato la fantasia di Pietro è lo specchio del suo malessere, del suo timore, della sua più dura consapevolezza di fronte alla realtà che sta vivendo. Un immaginario che potrebbe essere descritto facendo riferimento allo stesso titolo del libro, che diviene un non casuale e ripetitivo leit motiv: Aiutami tu.

Terroristi e aggressori, intrighi, complotti, sospetti, piani da realizzare e tenere nascosti e misteri da districare, tutto ruota intorno ad un unico centro: gli onnipresenti Nespola. Proprio in questo intreccio si è riscontrato un legame abbastanza credibile con gli elementi funzionali che Vladimir Propp aveva rintracciato nelle fiabe. Queste somiglianze si basano su caratteristiche formali e strutturali che ci presentano Pietro come il protagonista e il suo mondo visionario come il frutto di una magia fiabesca. Anche le altre figure presenti nella narrazione rientrano in ruoli ben delineati secondo le definizioni proppiane forse ciò non è un richiamo del tutto casuale. Così finzione e realtà si amalgamo nella mente di questo giovane protagonista di cui Di Stefano sottolinea punti di forza e debolezze,e lo stesso mondo fantastico che Pietro inventa non fa altro che evidenziare il suo disagio di fronte a una realtà tanto sfuggente ed enigmatica e la sua ricerca estenuante di “normalità”. Cosicché sembra possibile affermare che per Pietro la realtà per certi versi superi la fantasia.

 

gennaio 2007

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