Apr 27

Una gita a New York

Questo capitolo è molto importante per capire il senso che la scrittrice vuole dare al romanzo. Si svelano, infatti, verità esistenziali che la stessa Mazzucco apprende e chiarisce a se stessa attraverso la scrittura creativa.
E come Vita parte alla ricerca del padre Agnello, che è stato il primo a lasciare Tufo di Minturno, per arrivare in America, così l’autrice cerca le proprie origini.

La storia dei Mazzucco gravava su di me come una colpa che dovevo espiare…Li sentivo remoti, alieni, distanti. Erano gente dura come la pietra, incapaci di comunicare.(p.44)

Con grande abilità e tecnica narrativa, la Mazzucco comunica al lettore le sue piccole fragilità e il bisogno di ancorarsi alle sue radici. Il passato le viene incontro in un presente, che ha occhi per guardare oltre, ma soprattutto, in un presente che ha le parole per raccontare e trasmettere emozioni. E’ per questo che la scrittrice ci racconta episodi della sua vita, per farci capire meglio il dramma dell’emigrazione e in particolare dell’emigrazione che emargina. La Mazzucco allora riferisce al lettore dell’inverno trascorso a Oxford, per imparare l’inglese, del senso di estraneità che la lingua non conosciuta le procurava:

Gli studenti della famosa università si riunivano nei pub, la sera, ma io restavo coi ragazzini del tassista, perché non potevo parlare con loro. Ero rimasta senza parole- il che per me equivaleva alla privazione più mortificante, alla povertà più assoluta.(p.41)

E forse è proprio per questa esigenza vitale della parola che la scrittrice adotta un lessico ricco, mantenendo comunque alta l’attenzione per alcune parole-chiave che volutamente si ripetono e quasi scandiscono l’azione, come: ‘spaccapietre’, ‘pietra’, ‘gente di pietra’.
In ultima analisi, gli stessi nomi dei due ragazzini protagonisti, Diamante e Vita danno senso alla storia.
Come le parole onomatopeiche riportano al suono di ciò che si vuole descrivere, così Diamante non potrebbe chiamarsi in altro modo,perché anche lui è un Mazzucco, gente dura come la pietra.

Per Vita, invece, il nome potrebbe alludere agli eventi che si svolgono tra il 1903 e il 1997, nei quali un filo invisibile unisce la vita di due donne: la protagonista e la scrittrice.

aprile 2004

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